Sagre Lazio: alla scoperta dei prodotti tipici in 101 feste e sagre

Da marzo a ottobre la regione Lazio si ravviva di feste in piazza, sagre e eventi gastronomici di paese: intorno Roma, soprattutto durante la bella stagione, il palinsesto delle manifestazioni corteggia senza sosta il palato di romani e turisti. Paese per paese, weekend dopo weekend, su Facebook, nei siti specializzati, e lungo le strade compaiono e scompaio manifesti di ogni colore, con promesse di gustosi manicaretti di ogni sorta. Se ci aggiungiamo anche il caldo asfissiante che attanaglia la Capitale tra giugno e agosto, la tentazione di andare a rinfrescarsi in provincia all’aria aperta, godendosi del buon cibo a prezzi contenuti e, senz’altro aggiungere, anche spettacoli e intrattenimento musicale, è irresistibile.

Quale festa o sagra scegliere?

In primavera e autunno la scelta è spesso obbligata, ma in estate l’offerta è ricchissima e, a meno che non si possiedo il dono dell’ubiquità, bisogna scegliere la propria destinazione.

Un criterio può essere il luogo dell’evento: una sagra può essere la scusa per visitare quella località in cui volevi andare ma non hai mai trovato il tempo; oppure un motivo in più per tornare in quel paesino che t’era piaciuto tanto e che volevi rivedere. Tanto più che spesso, durante queste manifestazioni, proloco e associazioni locali organizzano attività per far scoprire meglio il proprio territorio. Ovviamente gioca un ruolo anche la distanza.
Un altro criterio è il programma degli spettacoli serali: questo tipo di eventi sono il regno di cover band e animatori di balli latino americani, cionondimeno scorrendo i palinsesti si trovano anche proposte interessanti, come stornellatori e poeti a braccino, gruppi indie e qualche vecchia gloria non proprio in formissima.

Il principale criterio, tuttavia, resta il menù: non capita ogni giorno di assaggiare sugo d’oca, cinghiale, pasta acqua e farina, acqua cotta, pesce di lago o un particolarissimo, quanto localissimo, prodotto tipico in via di riscoperta, come può essere il fagiolo carne di Fabrica di Roma, o la lenticchia di Onano.
E’ bene rendersi conto che tra poche sagre di qualità se ne annidano tante inventate a tavolino, dedicate a prodotti improbabili: de gustibus, ovviamente, non si discute, ma se ti sale la voglia di porcini a fine agosto, dopo un’estate secca e funestata di incendi o se non riesci a resistere allo spezzatino di cinghiale quando la caccia e chiusa, considera che l’esperienza gastronomica potrebbe non essere troppo appagante.
Se invece sei un cultore del cibo e sei pronto a scoprire, di sagra in sagra, i veri sapori del Lazio, prosegui la lettura.

sagre dei castelli romani

In primavera ed autunno la scelta è obbligata
in estate l'offerta è ricchissima

I vini del Lazio

La più importante e longeva festa legata al vino è la Sagra dell’uva di Marino, nota località dei Castelli Romani, istituita nel 1925. E’ famosa anche all’estero per il “miracolo” del vino che sgorga dalla fontana nella piazza principale. L’appuntamento è per la prima domenica di ottobre. Negli altri due principali poli vinicoli del Lazio, Cerveteri e Montefiascone, invece, si festeggia con il vino maturo dell’anno prima: la Sagra dell’uva e del vino dei Colli Ceriti si svolge verso fine agosto: insieme all’uva e al nettare degli dei, si festeggia con carri allegorici ed eventi a tema. Ancora prima, e con una formula completamente diversa, a Montefiascone si svolge l’annuale Fiera del vino, un evento che dura oltre due settimane e che termina, tradizionalmente, a Ferragosto. La manifestazione si basa sul principio delle cantine aperte: si acquista un bicchiere da degustazione e, seguendo l’itinerario segnato su una speciale mappa, si gira per le cantine del centro storico del paese alla ricerca dei produttori, e delle loro etichette, per l’assaggio. Gli espositori sono tanti, ed è difficile completare il giro in un giorno.

La pasta

Il Lazio a nord di Roma risente degli influssi toscani e umbri: come nelle regioni vicine, in quest’area è diffusa la tradizione della pasta fatta di acqua e farina, senza uovo. Il formato tipico è lo spaghettone lungo e ciccione, analogo al picio tosco-umbro, ma che nella regione di Roma prende il nome di lombrico o lombrichello. Condito con ogni tipologia di condimento (per lo più in rosso), lo si può assaggiare alla Sagra del lombrico di Manziana (fine luglio) e alla Sagra del lombrichello a Canale Monterano (ibidem). Questo formato è tipico anche a Vitorchiano, piccolo borgo della Tuscia, dove però è chiamato cavatello (da non confondersi con l’omonimo pugliese): la Sagra del cavatello si festeggia a inizi agosto.

Un altro piatto della tradizione sono gli gnocchi, pressoché onnipresenti: provateli a Capranica, insieme agli strozzapreti (altro nome locale dei lombrichi), nei giorni di Ferragosto.

La cacciagione

Il cinghiale è un’altra presenza fitta nelle feste paesane del Lazio, soprattutto in estate, sebbene in questo periodo la caccia sia chiusa: avventurarsi per sagre tra luglio e agosto non è certo garanzia di trovare prodotti freschi, eppure in alcune di queste manifestazioni la qualità è sempre sorprendentemente alta: per esempio alla Sagra der cinghiale di Canale Monterano (inizi luglio).

Le lumache

Non a tutti piacciono, ma anche chi le ama non ne mangia che in poche occasioni. Le lumachelle bianche che fino agli anni ’90 in estate si trovavano a frotte nei campi, dopo la pioggia, sono scomparse: oggi le lumache da tavola, rigorosamente di allevamento, sono quelle grandi e scure. Allevare questi gasteropodi di terra è diventato di moda, e i piccoli allevamenti sono spuntati come funghi nelle campagne laziali: le sagre sono uno dei canali di smercio: tra le più apprezzate e longeve c’è la Sagra della lumaca di Barbarano Romano.

Il pesce di lago

Nei laghi di Bolsena e Bracciano si pesca tanto buon pesce d’acqua dolce: coregone, lattarini, persico, anguille, lucci. E le comunità costiere, naturalmente, vi dedicano degli eventi gastronomici: a metà maggio a Trevignano Romano si festeggia la Sagra del pesce marinato (rigorosamente di lago); segue, a Marta, la Sagra del lattarino; a giungo è la volta di Anguillara Sabazia che propone la Sagra del pesce (sempre d’acqua dolce).

I carciofi

Il carciofo è uno dei simboli della cucina romana: rinomate e apprezzate le due ricette “alla romana” e “alla giudìa”. Nelle campagne di Ladispoli (ma più che altro Cerveteri) si coltiva la “mammola”, la tipica varietà romanesca dalla testa grande e rotonda, perfetto da friggere intero. Per valorizzare questa eccellenza culinaria nel 1950 nacque la Sagra del carciofo di Ladispoli. Da allora la manifestazione è cresciuta e si è modernizzata, restando al passo con i tempi: ogni anno attira in appositi chalet esponenti delle cucine regionali italiane, con rappresentanze di tutta Italia. L’appuntamento, tra i più amati nel suo genere dai romani, è ogni anno a inizio aprile.

I fagioli

E’ poco noto ma nel Lazio si producono ottimi fagioli: ne sanno qualcosa a Sutri, dove dedicano alla varietà locale di borlotto, denominata “Regina”, la Sagra del fagiolo (inizi settembre). Un caso interessante è quello della Sagra del fagiolo carne (varietà locale del borlotto) a Fabrica di Roma (metà settembre). La sagra, di recente istituzione, è parte del programma di riscoperta di questo prodotto antico iniziata nel 2010 tra pochi contadini coordinati dal Comune. Grazie all’attività di valorizzazione e diffusione della conoscenza di questo legume derivata dalla sagra, il fagiolo carne ha ottenuto il riconoscimento di prodotto tipico della Regione Lazio.

I broccoletti

Ad Anguillara Sabazia si coltiva una speciale varietà di broccoletti, che esiste solo nelle campagne del comune lacustre. L’associazione dei coltivatori di questo ortaggio organizza, a marzo, Broccoletti in piazza, manifestazione nata per promuovere questa verdura, riconosciuta come prodotto tipico regionale.
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